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Le rivelazioni sulle attività di Alba Dorata si susseguono rapidamente dopo gli arresti del capo e del gruppo dirigente dell’organizzazione, arrivati in seguito all’omicidio del 34enne Pavlos Fyssas commesso dal 45enne Ghiorgos Roupakiàs e all’aggressione subita qualche giorno prima da alcuni aderenti al sindacato del PAME a Perama mentre affiggevano dei manifesti.

Questi avvenimenti sembrano essere in relazione con il tentativo di collaborazione di Alba Dorata con gli appaltatori per entrare negli affari che riguardano i bacini di carenaggio di Perama. Come riportato da Real News, Alba dorata utilizzava le sue squadracce per costringere i lavoratori ad accettare la riduzione della loro paga giornaliera e per portare i propri uomini all’interno della “cintura” dei bacini di carenaggio di Perama.

Le denunce dei lavoratori alla Procura sulla spedizione di Alba Dorata

Tutto questo risulta chiaramente, attraverso elementi inconfutabili, nella denuncia dei lavoratori dei cantieri navali indirizzata alla Procura del Pireo il 5 giugno del 2012, cioè 14 mesi prima della violenta aggressione a Perama contro i sindacalisti del PAME e dell’omicidio di Pavlos Fyssas che – a quanto risulta dalle indagini della polizia – sapevano essere figlio di un lavoratore particolarmente amato e attivo dei cantieri, e che lui stesso vi lavorava occasionalmente. I lavoratori hanno riferito che  Alba Dorata stava preparando una “spedizione” contro di loro per “farli sparire dal porto”.

Secondo quanto riportato da Real News tutto ha avuto inizio nel giugno del 2012, quando il Sindacato dei Lavoratori Metallurgici del Pireo, dell’Attica e delle Isole e altri sindacati del settore portuale inviano una denuncia alla Procura del Pireo su “un gruppo di 10 – 15 persone che agiscono sulla base dei loro interessi e che si trova dietro una serie di tentativi negli ultimi due tre anni di distruggere le nostre associazioni o di tenerle in pugno”.

Il presidente del Sindacato dei Lavoratori Metallurgici del Pireo, Sotiris Poulikòghiannis, riferisce che l’azione della Procura del Pireo in seguito alla denuncia e le domande dei poliziotti “hanno provocato interferenze che hanno fermato gli attacchi di Alba Dorata per un anno”.

Cosa succede nella “cintura” dei cantieri navali

Con il passare degli anni si sono creati tre gruppi che – come denuncia Sotiris Poulikòghiannis – hanno un denominatore comune: “sono quelli che chiedono un cambiamento nell’utilizzo del porto, quelli che accettano un parziale cambiamento e che vogliono lavorare in ciò che rimarrà e quelli che aspirano in ogni caso a ridursi lo stipendio”. E in tutti e tre i casi il denominatore comune sono “gli appaltatori e quel nucleo di 15 colleghi che hanno provato a costruire un sindacato di Alba Dorata”, denunciano i lavoratori.

Sotiris Poulikòghiannis sostiene che dal 2009 gli stessi uomini degli appaltatori hanno tentato due volte di ottenere alle elezioni la maggioranza del sindacato ma che per due volte hanno avuto un “esito infelice”; fino all’aprile del 2012, un mese prima delle elezioni nazionali in cui Alba Dorata ha ottenuto una grande percentuale di voti, quando “hanno iniziato a circolare voci secondo cui Alba Dorata avrebbe portato un container al porto e aperto un ufficio. E chiunque avesse osato parlare sarebbe stato pestato”, sottolinea Poulikòghiannis a Real News. Chi diffondeva queste informazioni? “Sono le stesse persone che gli appaltatori utilizzano contro di noi”, risponde Poulikòghiannis.

Il discorso di Lagòs e l’attacco ai pescatori egiziani

Il 12 giugno 2012 il neoeletto parlamentare di Alba Dorata Ghiannis Lagòs parla ai suoi elettori del secondo distretto elettorale del Pireo. Dice: “ascolterò tutte le denunce che riguardano egiziani che prendono, vendono e comprano ciò che vogliono e che in generale non rendono conto a nessuno di ciò che fanno. Noi gli diciamo che renderanno conto ad Alba Dorata e ai cittadini greci”. Alcune ore più tardi un gruppo di venti persone attaccava la casa di cinque pescatori egiziani, ferendone uno molto gravemente.

Nei giorni successivi la tensione si mantiene viva – soprattutto piccole provocazioni da parte del “gruppo dei quindici”. “Sfruttavano la povertà e la disoccupazione e andavano dai miei colleghi per convincerli a firmare per il loro sindacato. Alcune volte erano discreti, altre volte più energici”.

L’annuncio di Lagòs sui…cambiamenti che apporterà Alba Dorata ai cantieri navali

L’8 agosto Ghiannis Lagòs, Ilias Panaghiotaros e Nikos Michos portano i calorosi saluti di Nikos Michaloliakos. Dall’ufficio di Alba Dorata ai cantieri Lagòs promette: “i cantieri si metteranno in moto, le navi ritorneranno e i lacchè del PAME e del KKE, che sfruttano da anni questa situazione, scompariranno da qui”.

In manette due lavoratori dei cantieri membri di Alba Dorata

Qualche giorno dopo alcuni sconosciuti hanno aggredito dei sindacalisti del PAME durante un attacchinaggio, ferendo anche Sotiris Poulikòghiannis: il giorno prima dell’omicidio di Pavlos Fyssas, il 16 settembre, il gruppo di Alba Dorata di Perama si vendica. “Il capo dei cantieri Christos Kyritsòpoulos, uno del gruppo dei 15, ha dichiarato, secondo quanto ci è stato riferito da alcuni presenti, che costituiranno un sindacato e faranno un accordo con i datori di lavoro per far lavorare i loro uomini e quanti sosterranno la riduzione delle paghe perché arrivi lavoro. Ha detto che parleranno con gli appaltatori e prometteranno che non ci saranno scioperi. Ha concluso dicendo: “se vogliono, quelli del PAME provino a fermarci”.

Alla fine, come dimostrato dalle indagini della polizia e della giustizia, Christos Kyritsòpoulos (prima foto sotto) e Anastasios Michàlaros (seconda foto), che lavoravano entrambi ai cantieri navali, sono tra i membri di Alba Dorata implicati nelle attività illegali dell’organizzazione e sono stati arrestati.

Fonte: iefimerida.gr

Traduzione di Atene Calling