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Ancora un episodio di censura: il Direttore di una scuola media dopo i reclami di un genitore ha chiesto di cancellare dalla scaletta la canzone rebetica.

Reportage di Eleni Papadopoulou

Non è passato molto tempo – a maggio 2013 risale il caso che ha fatto il giro dei social media – da quando la direttrice di una scuola dopo le proteste di un genitore ha richiamato una maestra di musica e le ha vietato di insegnare ai suoi allievi di quinta elementare la canzone “Kemal”, uno dei capolavori di Manos Chatzidakis accusandola di…propaganda islamica! Un  caso simile di censura e oscurantismo si è verificato alla festa scolastica di una media a Pyrgos, quando il direttore, dopo l’intervento di un genitore, ha vietato all’insegnante di musica di insegnare e di cantare con il coro della scuola una canzone rebetica di Baghianderas, un brano che appartiene alle canzoni rebetiche scritte durante l’occupazione nel 1942! La questione è stata denunciata con un comunicato dall’ ELME di Ilias.

Alcuni giorni fa, mentre l’insegnante preparava insieme ai suoi allievi le canzoni che il coro avrebbe presentato alla manifestazione annuale della scuola, il direttore ha chiesto di eliminare la canzone rebetica “Na ‘nai glykò to vòli” di Baghianderas dalla scaletta, dopo il reclamo di un genitore della scuola che aveva dichiarato che suo figlio non voleva cantare canzoni che parlano di Aris (Veluchiotis) e dei partigiani! Il direttore ha convocato immediatamente il Consiglio dei docenti per informarli. L’insegnante di musica non ha accettato di eliminare la canzone rebetica dalla festa e insieme ai ragazzi ha detto “o le canteremo tutte, o nessuna” e ha continuato a insegnare il brano regolarmente. Ma ieri, alla festa della scuola, secondo alcune informazioni la censura è diventata divieto e così l’insegnante di musica insieme al coro ha scelto di non cantare nessuna canzone tranne l’inno nazionale. Ma, poiché nessuno può cancellare la storia della Resistenza nazionale e neanche quella della canzone rebetica, poiché non è possibile che il lavoro degli insegnanti, e in particolare l’arte, possano subire censure e siccome non dovremmo vedere nelle scuole agghiaccianti episodi di fanatismo  con la benedizione dei direttori e dei loro superiori, l’insegnante e il coro della scuola hanno cantato la canzone “proibita” di Baghianderas durante concerto di ieri organizzato dall’ELME di Ilias e dall’Associazione dei docenti di Pyrgos nella piazza centrale della città.

Perché hanno previsto, giustamente, che non basta denunciare l’oscurantismo, il razzismo e la fascistizzazione della società, ma che dobbiamo impedirli con i fatti. Sicuramente, oltre al rebetico, si è fatto riferimento anche alla sua storia che è parte della storia di Baghianderas, il rapsode cieco della Resistenza. Senz’altro. Le canzoni rebetiche hanno seguito le orme della Canzone Partigiana (senza che questo conferisca necessariamente alla seconda una superiorità estetica). Baghianderas è stato membro dell’EAM – ELAS e ha seguito la sua ideologia politica.

I versi della canzone di Baghianderas 

Sia dolce la pallottola

“Indossa partigiano le tue armi

lega alla cintura la tua spada

e parti per la guerra

con te la libertà.

Combatti mio partigiano

Come tutti stanno combattendo

E con Aris comandante

Sia dolce la pallottola.”

…e la sua storia

Inverno 1941 – 42, Atene. L’”inverno nero”: 350 persone sono morte di fame. Nel settembre del 1942 l’EAM fa circolare un testo di poche pagine firmato dal grande pedagogo Dimitris Glinos, che chiama il popolo a resistere contro il fascismo anche con le armi. L’ELAS, comandato da Aris Velouchiotis, combatte eroicamente e guida il governo clandestino sulle montagne.. Al Pireo il cantore della Resistenza Dimitris Gongos (per tutti Baghianderas) invita con le sue canzoni i giovani dell’epoca a entrare nei ranghi dell’EAM e a combattere sull’Evros. “Na ‘nai glykò to voli”, scritta e composta nel 1942 insieme ad altri brani, è una delle canzoni rebetiche della resistenza. La canzone in questione, all’epoca non registrata, è circolata per la prima volta nel 1980 cantata da Ghiorgos Dalaras, Glykerìa e Dimitris Kontoghiannis ed è contenuta nell’LP “Canzoni rebetiche dell’occupazione”, MINOS DAL-MSM 391,1980.

Fonte: ilialive.gr

Traduzione di AteneCalling.org