Respingimenti sistematici ed illegali di rifugiati dal mar Egeo, dalle isole greche e sui confini terrestri con la Turchia. Pro Asy sottolinea la più ampia complicità europea.

La scoperta principale della ricerca di Pro Asyl è che i respingimenti illegali di migranti dai confini terrestri e marittimi della Grecia sono un fenomeno frequente.

I migranti vengono respinti dai confini marittimi greci, dalle isole e sui confini terrestri. Le vittime, nella maggior parte dei casi, sono rifugiati provenienti dalla Syria – uomini, donne, ragazzi, bambini e persone che soffrono di malattie serie – che cercano di entrare in Europa e di chiedere protezione internazionale o di ricongiungersi con le loro famiglie che vivono in Germania, Svezia, Regno Unito e in molti altri Stati europei. Mentre l’Unione Europea ripete pubblicamente il suo impegno per sostenere i rifugiati siriani, i diritti fondamentali di questi ultimi vengono violati lungo i confini europei. Secondo i testimoni oculari che hanno rilasciato un’intervista, il numero delle persone respinte illegalmente può essere stimato intorno alle 2.000, considerando la composizione dei gruppi con i quali viaggiavano.

Il rapporto di Pro Asyl denuncia il governo greco, la polizia di confine e la guardia costiera per queste pratiche e pone la questione della più generale complicità europea. Mentre tutto il funzionamento del sistema greco relativo all’asilo politico e alle politiche migratorie dipende dal sostegno e dai fondi dell’Unione Europea e mentre Frontex è già attivo da anni nel Paese, i responsabili a Berlino, Vienna e nel resto d’Europa rimangono silenziosi sul tema della partecipazione di queste agenzie negli episodi di violazione dei diritti umani.

Morti nel mar Egeo: conseguenza della chiusura dei confini terrestri

Lo spostamento delle vie di fuga dalla regione Evros al mar Egeo, come conseguenza della chiusura del confine terrestre nell’estate del 2012, ha portato alla morte di molte persone. 149 persone, la maggior parte dei quali rifugiati siriani ed afgani, tra cui bambini e donne incinta, hanno perso la loro vita in questo stretto marittimo, da agosto 2012.

Scioccano la violenza e il numero delle violazioni dei diritti umani

Uomini delle Forze Speciali con i volti coperti vengono accusati di maltrattare i migranti durante il loro arresto, di detenerli arbitrariamente senza che la loro presenza nel territorio greco venga registrata e di respingerli in Turchia, in violazione del diritto internazionale. Forze speciali della Guardia Costiera Greca hanno abbandonato i rifugiati nelle acque marittime turche, senza prendersi cura della loro sicurezza. La maggior parte di coloro che hanno rilasciato un’intervista hanno sostenuto di aver subito maltrattamenti. Secondo i rapporti, nel caso delle persone respinte dall’isola di Farmakonisi (base militare, n.d.t), la ferocia dei maltrattamenti subiti da 9 uomini, rifugiati siriani, si attesta sul livello di torture.

Frontex deve interrompere le operazioni in Grecia

Le conclusioni del rapporto costituiscono un appello all’Unione Europea affinché si assuma le proprie responsabilità, soprattutto per quanto riguarda l’operazione congiunta “JO Poseidon Sea/Land” di Frontex. Con poche eccezioni, i respingimenti illegali documentati nel rapporto sono avvenuti nelle regioni dove è attivo Frontex. Per questo motivo, Pro Asyl pone la questione della partecipazione di Frontex negli episodi di violazione dei diritti umani. Considerando la frequenza e la serietà delle violazioni dei diritti umani documentati in Grecia, Frontex deve interrompere le sue operazioni nel Paese.

La prossima presidenza

Il 1 Gennaio 2014, la Grecia assumerà la Presidenza dell’Unione Europea. Pro Asyl si appella alle autorità greche affinché la loro richiesta giustificata di maggiore solidarietà dall’Unione Europea nella questione dell’accoglienza dei rifugiati vanga combinata con un impegno per il rispetto dei loro diritti umani. Le procedure illegali di respingimento e i maltrattamenti devono smettere immediatamente.

Pro Asyl si appella agli Stati membri dell’Unione Europea perché agevolino le procedure di emissione dei visti, amplino il termine di ricongiungimento familiare ed emettano visti per motivi umanitari ai rifugiati – soprattutto a coloro che fuggono dalla Siria – per poter andare via, attraverso la Turchia. Questo creerebbe un passaggio legale e sicuro verso il territorio europeo.

I rifugiati e i richiedenti asilo intrappolati in Grecia hanno bisogno che gli vanga garantito il diritto di trasferimento legale verso gli Stati membri dell’Unione Europea in cui vivono le loro famiglie e dove hanno un’opportunità di ottenere protezione.

Il rapporto documenta i risultati di varie missioni e ricerche svolte dall’organizzazione non governativa Pro Asyl e dagli amici di Pro Asyl in Grecia, Turchia e Germania. Pro Asyl è l’unico responsabile esclusivo del contenuto di questo rapporto.

Dyktio – Rete per il sostegno sociale di migranti e rifugiati

Tratto da: dyktio

Traduzione di Atene Calling.org 

Leggete QUI l’intero rapporto in inglese