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14.12.2013

Alba Dorata ha più volte chiaramente espresso la sua opinione su migranti, politici e quant’altro; ma recentemente, in cima alla lista sono comparsi anche i rom greci, presenti in molte zone del paese. Dal 2012 in particolare le aggressioni e gli incitamenti all’odio razzista contro i rom si sono intensificati, accompagnati da slogan da voltastomaco, appelli a fare “pulizia” dei rom e amenità del genere.

Le aggressioni ai rom in Grecia

Nascosti tra gruppi di cittadini indignati, utilizzati come “cavalli di Troia”, dal 2012 in poi le squadracce dell’organizzazione o i loro sostenitori hanno cominciato ad attaccare i rom con pestaggi e annunci di azioni contro la loro “natura criminale”, mentre in altri casi – come riporta il giornale “Ethnos” – i rom sono stati definiti “parassiti che  complottano contro il corpo e l’anima della nazione”.

Nel giugno del 2012, come rileva sempre “Ethnos”, durante un raduno di Alba Dorata a Menidi in cui si sono cantati slogan contro i rom, un passante rom è stato pesantemente insultato; il risultato è stato il susseguirsi di scontri per tutta la notte ad Ano Liosia, preceduti da provocazioni per tutto il periodo pre elettorale.

Un evento analogo è accaduto ad agosto a Etolikò dove, secondo le accuse, un gruppo di ottanta persone capeggiate da membri locali di Alba Dorata ha bruciato le case di alcuni rom.

Lo scorso maggio era stato affisso un testo in cui si leggeva, tra le altre cose, la frase “fuori gli zingari, ultimo giorno di permanenza per loro: oggi 31 maggio 2013”. Nel settembre 2012 a Messolonghi era stato arrestato un membro di spicco di Alba Dorata per aver incendiato il furgone di un rom.

Dagli attacchi non si salvano neanche i bambini, come accaduto nel giugno 2012, quando un gruppo di albadorati capeggiati da Christos Chourmouzis ha allontanato con la violenza dei bambini rom dal parco giochi della stazione dei pullman KTEL.

Il quotidiano riporta anche gli episodi verificatisi a maggio a Komotini e ad aprile in Messenia, quando il parlamentare Koukoutsis e altri albadorati hanno gridato ai rom che si trovavano nel cortile dell’Ospedale di Kalamata: “fuori gli zingari dalla Messenia”, definendoli “peste”. I rom si sono allontanati terrorizzati.

Anche Kostas Paiteris, consigliere comunale di Aghias Varvaras, conferma gli allontanamenti sottolineando “circa un anno fa ad Anthili, vicino Lamia, si sono verificati scontri tra locali e rom perché alcune persone insieme ad Alba Dorata non lasciavano che venti bambini rom cittadini di Anthili, cittadini greci, si iscrivessero a scuola. Sono stati feriti vecchi, sono stati colpiti bambini. Alla fine con l’intervento del ministero dell’istruzione sono entrati a scuola, ma i bambini si sono spaventati…”

La furia dei membri dell’organizzazione neonazista non ha risparmiato nemmeno i rappresentanti istituzionali come Ghiannis Griparis, sindaco di Evrota, in Laconia, che è stato chiamato “il sindaco zingaro” dagli albadorati perché critico nei confronti delle loro aggressioni.

Scioccanti dichiarazioni di Kassidiaris sui “rifiuti umani” 

Anche il discorso di Ilias Kassidiaris nel 2012 ai cittadini di Aspropyrgos, quando chiamò i rom “rifiuti umani” e incitò i cittadini a “lottare” per “ripulire la zona” e cose del genere, aveva suscitato dolorose impressioni.

Kassidiaris sostiene che “a Keratea c’è stata una vera e propria guerra. Ad Aghios Panteleìmonas eravamo presenti quando i MAT hanno occupato la piazza e hanno lanciato lacrimogeni. Ma qual è stato il risultato? A Keratea hanno scaricato l’immondizia, voi qui scaricherete i rifiuti umani che vi uccidono, che vi rubano in casa”.

Insulti anche da un candidato parlamentare

Degno di nota anche il… delirio del candidato parlamentare di Sparta Ghiorgos Orfanakos, che ha sottolineato che la legge lo obbliga a chiamare gli zingari rom e ha continuato nel suo crescendo estremista dichiarando:

“Basta con le bugie. Abbiamo imparato a conoscere gli zingari. Sono zingari. E resteranno sempre zingari. Anche se il sistema prova a educarli e a farci aver pena per loro con la disinformazione, il lupo non perde il vizio. Poi, c’è la favola dei gruppi sociali “vulnerabili”. La definizione dice che si tratta di gruppi che hanno problemi a trovare lavoro e nel partecipare alla vita sociale. I sociologi e quelli di sinistra sostengono sia colpa del razzismo che subiscono. Cioè ci dicono né più né meno che rubano, ci molestano e tutto il resto perché non ci comportiamo bene con loro. I cittadini hanno ogni diritto a non volere gli zingari. E a chiedere il loro allontanamento. In ultima analisi, perché sarebbero vulnerabili gli zingari? Non lavorano? Nove uomini su dieci sono venditori nei mercati popolari o ambulanti e parallelamente spie, che segnano le case per derubarle facilmente, quelle disabitate e quelle i cui coinquilini sono obbiettivi semplici come i vecchi. Per quanto riguarda le donne, sono mendicanti e spie e i loro figli sono complici.”

E poco dopo ha aggiunto:

“come è noto, la scuola è un tabù nella cultura zingara. I bambini zingari che vanno a scuola sono quasi zero. Come potranno partecipare alla vita sociale in una società civilizzata quando nel loro DNA sono insite la trasgressione e la subcultura?”

“Da quando i politicanti antigreci hanno lasciato la patria incustodita e sono entrate le orde barbariche, da quando sono stati concessi solo diritti e nessun dovere ai rom, sono in pericolo sia la patria che la nostra integrità fisica” ha detto, concludendo con il grido “Fuori gli zingari!”

Naturalmente il partito di Alba Dorata non ha mostrato di disapprovare gli insulti di Orfanakos, visto che il video del suo comizio era ben in vista sulla pagina internet dell’organizzazione.

Fonte: iefimerida.gr

Traduzione di AteneCalling.org