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I tagli in Grecia costano 2.000 vite umane l’anno.

Michaël Vandroogenbroeck [giornalista belga, ndt] ha trascorso le sue vacanze natalizie in Grecia per coprire la situazione della sanità e dell’assistenza medica. Definisce la situazione con una sola parola: “Chaos!”.

Con il 25% di tagli in 4 anni (è adesso che cominciano a vedersi le conseguenze!), con medici che lavorano 25 giorni consecutivi senza una giornata libera, con 20.000 carenze di personale ospedaliero, con il 40% di aumento dei casi urgenti, con 1.700 casi al giorno, molti pazienti rimangono senza aiuto. Si tratta di 2.000 morti l’anno che si sarebbero potute evitare. E le cose continuano a peggiorare.

Nel 2014 sono previsti altri tagli per 2 miliardi di euro. Con un governo che nega il problema e gira la testa dall’altra parte o, adesso che non può più negarlo, indica la Troika come responsabile. L’Europa parla di recupero economico e di ritorno nei mercati. Sciocchezze. Quale recupero? Solo nei numeri.

Con 3 milioni di greci (su 11) senza assicurazione sanitaria che per un semplice raffreddore devono recarsi al pronto soccorso perché non possono andare dal medico per il ticket da 25 euro, con la cassa integrazione che dura solo un anno anche quando il 30% della popolazione è disoccupata, persone senza alcun reddito né consumo… dove vedono il recupero?

Per i cittadini sprovvisti di assicurazione sanitaria, gli ambulatori solidali sono l’ultimo rifugio. Come l’ambulatorio metropolitano di Elliniko [MKIE ndt] (19.000 visite in 2 anni), che siamo andati a vedere parlando con il cardiologo Giorgos Vichas. Da notare che negli ospedali pubblici eravamo costretti a registrare con una telecamera nascosta o a parlare con i medici fuori dalle strutture sanitarie a causa dei divieti esistenti!

Una situazione statunitense in un paese europeo che fino ad alcuni anni fa non era diverso dagli altri, con le sue particolarità (come le molte Casse per ogni settore ecc), ma funzionante.

E adesso assume la presidenza dell’Europa, come se non avesse niente di meglio da fare. Le elezioni europee a maggio e le elezioni amministrative una settimana prima, funzioneranno come un referendum – se il governo reggerà fino ad allora – perché la maggioranza residua è minima e ad ogni votazione perde deputati. Syriza viene ormai dato come primo partito e Alba Dorata come terzo.

Di sicuro c’è qualcosa che non va in Grecia.

di Michael Vandroogenbroeck

(Giornalista della televisione pubblica belga Vlaamse Radio – en Televisieomroeporganisatie)

Qui il servizio dal TG belga

Fonte: eleutheriellada

Traduzione di AteneCalling.org