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Manòlis Alifieràkis ha paura che il cancro riappaia. Per il momento i suoi esami risultano buoni, ma il dolore resta. La malattia l’ha colpito l’anno scorso, sulla mandibola inferiore. Mangia solo cibo passato, ogni tanto beve acqua fredda per coprire il bruciore alla gola e sulla guancia sinistra non cresce più la barba. È stata bruciata dalla chemio. Malato di cancro e senza assicurazione sanitaria all’età di 56 anni non avrebbe alcuna fortuna se dei medici volontari non gli avessero offerto delle cure mediche gratuite.

Ad un primo sguardo emerge questo:

– il 23,8% della popolazione generale ha ridotto l’uso dei servizi di sanità a causa del loro costo;

– il 34, 1% dei malati cronici durante il periodo della crisi ha visto diminuire il reddito familiare;

– il 57% dei malati cronici dicono di seguire una cura farmaceutica incompleta.

[fonte: Giannis Kyriòpoulos, professore di Economia della Sanità, Scuola Nazionale di Sanità Pubblica] 

Per 33 anni Manòlis Alifieràkis ha lavorato come idraulico. Era assicurato presso l’IKA (Istituto di Assicurazione Sociale) e per qualche tempo  ha avuto la TEVE [assicurazione sanitaria per i liberi professionisti, n.d.t] come appaltatore di cantieri. La polmonite cronica ostruttiva della quale soffre e una depressione l’hanno lasciato senza lavoro e gradualmente è rimasto anche senza assicurazione sanitaria. Poi è arrivato il cancro. “Se non avessi ricevuto aiuto, gli esami e le terapie mi sarebbero costate 30.000 euro” dice. “Senza l’ambulatorio metropolitano di Elliniko, al massimo sarei morto. O sarei seduto davanti all’ospedale oncologico di Aghios Savvas a chiedere l’elemosina. In altri tempi, in altri paesi avrei avuto l’assicurazione sanitaria”.

Il signore Alifieràkis ha avuto la chemio gratuita al reparto oncologico dell’ospedale Sotira. Nell’ultimo anno e mezzo 100 malati sprovvisti di un’assicurazione sanitaria come lui, sono stati inviati là dall’organizzazione volontaria dell’ambulatorio metropolitano di Elliniko e dall’Associazione medica di Atene. Prima della crisi, ogni malato di cancro aveva l’accesso libero, diretto e gratuito ai servizi sanitari. “Due anni fa, però, ci siamo resi conto che per chi è sprovvisto di un’assicurazione sanitaria questa cosa non esisteva più” dice il direttore del reparto oncologico di Sotiria, Konstantìnos Syrìgos.

Una circolare del ministero della Sanità specifica che i malati di cancro sprovvisti di un’assicurazione sanitaria non possono sottoporsi alle chemio gratuite o alle radiazioni negli ospedali pubblici. “Il non abbiente ha un libretto. Chi è sprovvisto di un’assicurazione sanitaria, non ne ha. Non sono categorie uguali. Si tratta di un nuovo gruppo sociale che non conoscevamo prima” dice il signore Syrigos. “Può essere che qualcuno sia senza assicurazione sanitaria, abbia perso il proprio lavoro, ma questo non lo rende automaticamente non abbiente, se ha una casa dove vivere”.

STADIO FINALE: Secondo i medici che li accettano e li curano, i pazienti senza assicurazione sanitaria sono soprattutto persone in età lavorativa, liberi professionisti o costruttori. Nel reparto oncologico di Sotiria, il pneumonologo Ioànnis Gkiòzos ha visto dei pazienti sprovvisti di assicurazione sanitaria con cancro alle mammelle, all’intestino crasso, alla prostata e ai polmoni. In molti casi si verificano dei ritardi notevoli dalla prima diagnosi fino alla terapia. Alcuni sono arrivati in otto mesi dopo, nello stadio finale della malattia. “Incontriamo dei casi trascurati tra quelli che hanno un’assicurazione sanitaria” dice il signore Gkiòzos. “Mi ricordo di una donna che era arrivata con la mammella malformata. E un’altra paziente con un tubo di drenaggio al quale erano scadute le garze sterili e metteva del nastro isolante…”.

Manòlis Alifieràkis è stato uno dei pochi fortunati. Anche se senza assicurazione sanitaria, con l’aiuto dei volontari dell’Ambulatorio Metropolitano all’inizio e dell’ospedale Sotiria poi, ha cominciato la chemio 20 giorni dopo la diagnosi. I suoi medicinali – anch’essi carissimi – vengono dati gratuitamente. Il rappresentante dell’Ambulatorio Metropolitano, il cardiologo Giorgos Vichos, ricorda il caso del malato di cancro 28enne che non poteva procurarsi i farmaci. “Le pillole che prendeva costano 3.500 euro.  Era disoccupato e senza assicurazione sanitaria” dice. All’appello dell’Ambulatorio Metropolitano per aiutarlo, hanno risposto inizialmente altri tre malati di cancro con un’assicurazione sanitaria che hanno regalato le loro pillole prescritte per la loro cura.

“Una malattia così seria non può essere basata sul volontariato. Bisogna avere qualcosa di serio a livello istituzionale” dice il signore Syrigos. Il professore di economia della salute Giannis Kyriòpoulos sottolinea la necessità di un’assicurazione sanitaria per tutta la popolazione e della riduzione delle ineguaglianze sociali nell’ambito della sanità. In Portogallo e in Spagna, paesi che sono altrettanto colpiti dalla crisi economica, il cancro è coperto dallo stato. “Ogni stato ben amministrato deve avere un minimo di un programma sociale. D’altra parte non si deve dare l’impressione che puoi non pagare per l’assicurazione sanitaria. È difficile” dice il signore Syrigos.

Le donazioni coprono i costi dell’ospedale Sotiria

Nonostante gli sforzi dei medici di aiutare i pazienti sprovvisti di assicurazione sanitaria, gli ospedali funzionano con dei budget chiusi. Al reparto oncologico di Sotiria, i malati vengono coperti del tutto da donazioni, come dice il suo direttore, Konstantinos Syrigos. Non vengono usati i beni consumabili dell’ospedale. Collaboriamo con degli ambulatori privati che coprono gratuitamente le analisi del sangue, la risonanza magnetica e la TAC. Le società farmaceutiche, con l’approvazione dell’ospedale o della Società Nazionale dei Farmaci, danno una quantità di sostanze per specifici malati. Per il momento, vengono curati tutti i malati sprovvisti di assicurazione sanitaria inviati all’ospedale.

La “strada greca”

“La stabilità delle strutture di protezione sociale è la risposta nella crisi” sottolinea il professore di Economia della Salute, Giannis Kyriòpoulos. Porta come esempio la Malesia della fine degli anni ’90, durante la crisi asiatica “rifiutò le indicazioni del FMI sui tagli alle spese sociali ed è uscita indenne”. Come sottolinea il signore Kyriòpoulos, lo stato greco dovrà trovare la sua strada. Una “strada greca”.

di Giannis Papadopoulos, Charis Karanikas

Fonte: tanea

Traduzione di AteneCalling.org