europa-pirata

Nella Grecia dei decenni precedenti, un medico furbo usava coprire i suoi fallimenti in un modo quasi trionfante. Quando il paziente moriva, si rivolgeva ai suoi parenti dicendo “l’operazione è ovviamente riuscita, purtroppo però il paziente è morto”.

Il primo ministro greco Antonis Samaras assomiglia sempre di più a quel medico. Apparendo nel ruolo del medico-salvatore del Paese, annuncia che tutto va bene anche se delle persone letteralmente muoiono. Altri si suicidano e altri muoiono per i bracieri, cercando di riscaldarsi. L’operazione di Antonis Samaras, o per essere precisi della signora Merkel, lascia dappertutto delle vittime. La disoccupazione arriva al 27,4% della popolazione mentre un giovane su due è senza lavoro. Le imprese chiudono, una vera economia non c’è. Nonostante ciò, però, il governo annuncia che ha un surplus. Un surplus che se anche fosse vero deriva dalle tasse e non dal funzionamento del Paese e dell’economia.

Tutta questa politica di austerità che viene presentata come un atto necessario per la salvezza, non ha ridotto il debito, che rimane ingestibile. Nei prossimi mesi le banche, i cui scandali non sono stati mai controllati, effettueranno degli sfratti. Quest’immagine non è più l’immagine della Grecia ma dell’intero sud europeo. E allora cos’è successo? La teoria del greco spensierato che beve l’uzo e balla il syrtaki o del frivolo spagnolo e del narcista italiano non spiega i fenomeni economici dell’Europa. La prossima vittima, tra l’altro, sarà forse il prudente francese.

L’Europa della signora Merkel presenta un problema sistemico come questione di mentalità e di comportamenti. Si parla della corruzione del presuntuoso sud, mentre i P.M. dei Paesi che accusa sono pieni di fascicoli che riguardano società tedesche che hanno addestrato quelli del sud alla corruzione. La Siemens e la Ferrostal sono solo due di queste società tedesche che, come è stato dimostrato, corrompevano i politici in Grecia. Mentre la società ENERGON, con la quale è coinvolto il consulente stesso della Merkel, è protagonista di uno scandalo in Grecia, com’è stato di recente rivelato da “HOT DOC”, di cui si occupa già la Giustizia.

L’Unione Europea non è altro che “una camicia vuota”, come direbbe un poeta greco [poesia di Giorgos Seferis, ndt]. Un’unione falsa perché ha in comune solo la moneta, non la politica, né l’economia. Così oggi la Germania può arricchirsi sempre di più, mentre i greci e i portoghesi mangiano dalla spazzatura. L’Europa invece di affrontare il suo problema sistemico, la sua esistenza e il suo funzionamento problematici, rappresenta nei media degli europei viziati che devono tagliare i propri redditi. Questi tagli, però, non vanno nemmeno all’assistenza sociale. Quali sono, allora, i favoriti dall’austerità? I forti dell’Europa!

La Germania crea e controlla un sistema bancario, cinico, fuori dai bisogni dell’Economia, come linea di difesa nel caso di una possibile invasione del fattore cinese. Crea la sua economia, il suo insieme uniforme che costituirà l’antagonismo degli invasori. E per far ciò, si richiedono salari bassi, forza lavoro economica e sempre meno diritti.

La Grecia della crisi è la cavia, il criceto nella giungla creata dalle politiche di neoliberalismo in tutta l’Europa. La questione del futuro, non riguarda solo i greci, ma anche gli europei. Permetteranno all’economia di determinare la società o chiederanno che l’economia serva l’insieme sociale? Questo dilemma si espande alla questione “Quale Europa vogliamo?”.

Sarà l’Europa una zona dove prosperano i numeri e la gente muore? Sarà l’Europa della Merkel e della Bundesbank o della gente e delle civiltà? La prima Europa non può esistere, come non può esistere un’operazione riuscita se il paziente muore. La seconda Europa può essere costruita.

di Kostas Vaxevanis, pubblicato su “L’Humanitè”

Fonte: koutipandoras