download (1)

Alexandros Giotopoulos, accusato di essere il capo della 17 Novembre,  commenta in una lettera l’evasione di Christodoulos Xiros.

La lettera è stata pubblicata sul giornale “Eleutherotypia” sotto il titolo “Impronte e ipocrisia” ed è la seguente:

Tra le prove presentate contro di me nel 2002, c’era un’impronta digitale “cieca”. Era stata trovata, come hanno detto, nella casa della mia compagna a Leipsoi [isola greca, ndt], ma anche all’interno di un covo. Visto che mi accusavano di essere il capo della 17N avrebbero dovuto fare di tutto per capire a chi apparteneva l’impronta.

Questo sarebbe stato facile, visto che dispongono delle ultime tecnologie. Avrebbero potuto cercare in un arco ristretto di anni, soprattutto perché le visite nella casa di Leipsoi fino al 2002 erano pochissime e avrebbero potuto trovare tutti chiedendo semplicemente agli abitanti. (Un pescatore di Leipsoi disse alla mia compagna: “Che chiedessero a me e gli direi chi è stato e chi non è stato a casa di Maite”).

Dodici anni dopo, nulla è stato trovato. Ciò vuol dire che non c’era alcuna impronta. Era un elemento costruito contro di me dall’unità Antiterrorismo o dai Servizi Nazionali. E invece di tacere, lo usano oggi per provare che ci sono dei membri di Alba Dorata non arrestati.

E nel loro tentativo di enfatizzare la “minaccia” terroristica ci hanno riempito di bugie, delle quali in carcere ridono tutti. Mi chiedo: se Christodoulos Xiros era un terrorista così pericoloso, perché nel 2011, quando bruciò la sua cella, invece di punirlo come avrebbero dovuto, lo hanno premiato soddisfacendo tutte e tre le sue richieste? Perché gli hanno dato il “via libera” di andare tutti i giorni dovunque volesse, dall’ufficio del capo della polizia, alle Cellule [Cospirazione delle cellule di fuoco, ndt], dai penali più importanti? Chi ha dato l’ordine? Ovviamente non è stata la direttrice, né qualche sergente di polizia. Non hanno tale potere e non si sarebbero mai presi tale responsabilità. L’ordine era stato dato da sopra. Dall’Unità Antiterrorismo, dai Servizi Nazionali e quindi dal governo che li dirige. Che non cerchino, quindi, di dare la colpa ai guardiani che semplicemente eseguono degli ordini. I responsabili sono i ministri che oggi urlano e gridano con ipocrisia, mentre la situazione gli conviene. Tagliano i permessi nel periodo sottile della presidenza e preparano la loro abolizione sostanziale domani.

Perché durante i due permessi di Vassilis Tzortzàtos [altro militante 17N,ndt] con obbligo di dimora, c’erano sei macchine dell’Unità Antiterrorismo sotto casa sua (tre sulla strada principale e tre nei vicoli) e lo seguivano, mentre per Christodoulos Xiros, che era in un villaggio, non c’era nessuno?

Infine, tutti questi signori dell’Antiterrorismo, dei Servizi Nazionali, del governo ma anche della CIA non sapevano che Christodoulos aveva preso sei permessi in un anno e mezzo? Cosa hanno fatto per prevenire una sua possibile evasione? Niente

Alexandros Giotopoulos

Carcere di Korydallos

20 Gennaio 2014

Fonte: topontiki

Traduzione di AteneCalling.org