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Quanto tragica è la notizia dell’anneggamento vicino Farmakonisi di 12 rifugiati (di cui 8 tra bambini e ragazzi), altrettanto orribili sono le testimonianze dei superstiti. Secondo loro, gli uomini della Guardia Costiera hanno premeditatamente contribuito alla morte delle persone. “L’agente della Guardia Costiera ha preso a calci una donna e l’ha buttata nel mare, gettando il bambino dall’altra parte della barca” riferisce uno dei rifugiati sopravvissuti.

La ciliegina sulla torta della disumanità, oltre il cieco sostegno dato agli uomini della Guardia Costiera, è stata la risposta data dal Ministro della Marina Miltiadis Varvitsiotis alle denunce, affermando che “qualcuno cerca in modo micropolitico di annullare il contributo della Guardia Costiera alla gestione dell’immigrazione illegale”.

Non c’è bisogno di doti speciali o di capacità sovranaturali per capire che queste persone NON mentono. Tra l’altro, chi rischia di annegare in mare e viene salvato, non ha mai nessun tipo di motivo per accusare i suoi salvatori. Al contrario, sarebbero loro grati e berrebbero per tutta la vita acqua in loro nome. A meno che il signore Varvitsiotis non crede veramente che i rifugiati superstiti denuncino tutto questo perché fanno parte di qualche piano oscuro che vuole colpire il “corpo immacolato” della Guardia Costiera. Immacolato a tal punto che insieme al resto delle autorità greche è stato accusato moltissime volte in passato dall’UNHCR e da altre organizzazioni internazionali a causa delle sue pratiche inumane.

Dal momento in cui l’impassibile ministro Varvitsiotis ha deciso di sostenere ciecamente gli agenti della Guardia Costiera di Farmakonisi, i quali ovviamente smentiscono le denunce dei rifugiati senza ordinare nemmeno un’indagine disciplinare formale (almeno una di quelle false per mantenere le pretese), sceglie così e nel modo più chiaro di coprire completamente i suoi atti criminali. Con questo suo atteggiamento Varvitsiotis rischia non solo di essere pericoloso per la sua posizione, ma anche di accollarsi le vite delle donne, dei ragazzi e dei bambini che si sono perse con l’aiuto dei suoi inferiori.

Fonte: junglereport

Traduzione di AteneCalling.org