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Storie dal paese che Dio sottopose a prove dolorose, piazzandolo nel continente europeo…

Marzo 2000: il Procuratore del tribunale di Salonicco incrimina lo scrittore Mimis Androulàkis e l’editore Thanàsis Kastaniotis per violazione della legge in materia di vilipendio della religione, in seguito ad una causa avviata da tre cittadini tessalonicesi membri del “comitato cristiano”. Questi avevano ritenuto che il libro “M is ti niostì” (M all’ennesima potenza, n.d.t.) lede il loro sentimento religioso. Il tribunale ordina il divieto temporaneo di circolazione del libro. La condanna è preceduta da delle imponenti manifestazioni di protesta da parte del gregge cristiano, con a capo il quel “prefetto del suo cuore” Panagiotis Psomiadis, il quale portando croci e icone brucia il libro, lanciando di tanto in tanto delle uova sulla vetrina della libreria che lo espone.

Gennaio 2003: Il noto fumettista austriaco Gerhard Harderer, insieme al responsabile delle edizioni “Oxy” e quattro librai, vengono processati ad Atene per il fumetto satirico “La vita di Gesù”, il quale nel frattempo circola liberamente sull’intero pianeta. Il fumetto è sospetto di arrecare “vilipendio della religione attraverso la stampa”. Questa causa di stampo oscurantista era stata avviata dal “giornale Espresso” (una pubblicazione di gossip, n.t.d). La procura, devota, risponde prontamente, inviando degli uomini nelle librerie per confiscare le copie del fumetto “profano”.

Giugno 2003: In seguito alle reazioni frenetiche del signor Karatzaferis, presidente del partito LA.O.S. (ex-estrema destra greca, n.d.r.), del signor Evert, ex presidente di Nea Dimokratia e col consenso dell’allora ministro della Cultura Evaggelos Venizelos, attuale presidente del PASOK, viene smontata come l’opera del belga Thierry De Cordier alla mostra internazionale Outlook, in quanto opera “blasfema”. L’editore della rassegna, C. Ioakimidis, è processato ad Atene. Testimone dell’accusa è padre Epifanio Oikonoumou, braccio destro di Cristodoulos (ex arcivescovo della chiesa di Atene, n.d.t.). Indicativo l’ultimatum di Evert: “se [l’opera] non sarà smontata prima di venerdì, lo farò io personalmente”.

Luglio 2004: Nella Grecia dei giochi olimpici, il sindaco di Serres, G. Moisiàdis, esponente di Nea Dimokratia, su richiesta del metropolita di Serres e Nigrita Theològos, vieta lo spettacolo teatrale di Aristofane intitolato “Ploutos”, perché conteneva delle “parolacce” che non “potevano sentirsi vicino al cortile della chiesa bizantina di S.Nicola”. L’allora arcivescovo Christodoulos sostiene questa decisione, parlando di offesa della santità del luogo. A proposito, questa chiesa è stata costruita sulle rovine di un antico tempio greco, dedicato ad Apollo- Dioniso, raso al suolo “in modo ortodosso”.

Giugno 2007: La polizia, in seguito a una denuncia fatta da un politico del LA.O.S., irrompe nella mostra “Art Athina” arrestandone il direttore M. Argyrou, confiscando l’opera dell’artista Eva Stefanì “La moderna scena greca” con l’accusa di violazione della legge in materia di simboli osceni e per offesa dei simboli dello Stato greco.

Marzo 2008: Il direttore dell’Educazione Secondaria di Salonicco-Est, Theodoulos Tapanìdis, vieta agli studenti della scuola media e del liceo di visitare la mostra di incisioni di Pablo Picasso intitolata “Suite 347”, presso l’Istituto delle Arti Tellogleio dell’Università Aristotele di Salonicco. A inaugurarla era stato invitato il Presidente della Repubblica Karolos Papoulias, ma quelle opere erano evidentemente “non appropriate per gli occhi della gioventù”. Theodoulos Tapanidis è stato nominato dall’attuale governo di Samaras presidente del Consiglio Centrale di Educazione Secondaria (KYSDE) per l’anno 2013.

Luglio 2009: Il Santo Sinodo, rivolgendosi all’allora ministro della Cultura (e attuale Primo ministro) Antonis Samaras, richiede la censura di un filmato del noto registra Kostas Gavras. Più specificamente, che siano cancellate le scene dove uomini in tonaca dell’VIII secolo d.C. distruggono le incisioni “blasfeme” di Fidia sulle metopi del Partenone. Samaras, dopo aver ricevuto i rappresentanti della Chiesa, decise con “l’aiuto della Madonna” di realizzare la volontà di Dio, e queste scene “peccatrici” furono rimosse.

Dicembre 2010: Su ordine personale di Viktoras Restis, armatore e co-proprietario della stazione radiofonica Vima FM, viene licenziato il giornalista Kostas Giannakidis, perché durante la sua trasmissione aveva messo una canzone umoristica che faceva della satira su Babbo Natale. Ovviamente, il tutto avviene per anticipare possibili reazioni dei devoti. Il medley incriminato era il noto “Ho ho Fucking Ho” cantato, tra gli altri, anche da Monty Python.

Settembre 2012: Su ordine della procura viene identificato ed arrestato dall’Unità per i reati elettronici “Gerontas Pastitsios”, con l’accusa di blasfemia maligna e vilipendio delle religioni, perché sulla sua pagina facebook aveva osato satireggiare sull’anziano Paisios, un noto monaco (ma non santo) della chiesa ortodossa, intorno al quale sono state create dai fedeli decine di storie fantastiche che potevano essere oggetto solo di una sana satira (vedi ad esempio la celebre novella dove l’anziano frate parla con un’improbabile lucertola).

Ottobre 2012: Davanti al teatro Chytìrio si svolgono dei momenti medievali, per colpa dello spettacolo teatrale “blasfemo”, “Corpus Cristi”. Oltre alla solita gregge fanatica greco-cristiana, adesso partecipano per raccogliere voti cristiani anche i maturi devoti di Alba Dorata. I quali, tra bullismi, bestemmie, intimidazioni e minacce contro la vita del direttore, degli altri attori e dei visitatori, sono riusciti a fermare prematuramente lo spettacolo.

Novembre 2012: Il procuratore Charalambos Lakafòsis apre un fascicolo contro i produttori e gli attori dello spettacolo teatrale “Corpus Cristi”, accusati di “blasfemia maligna e vilipendio della religione”. Il processo, penale, è fondato sulla denuncia deposta dal metropolita del Pireo, Serafim.

Marzo 2013: Il rappresentante governativo Simos Kedikoglou, durante i festeggiamenti di due giorni per il 25 marzo, visita il Monte Ato. Inchinandosi davanti ad un’icona della Madonna nella chiesa di Protàtos diventa testimone di un miracolo: “L’icona della Madonna profuma”.

Settembre 2013: All’inaugurazione della 78ma mostra internazionale di Salonicco, il primo ministro Antonis Samaras, rivolgendosi al metropolita di Salonicco Anthimos e muovendo il suo dito in modo ammonitore, dichiara dal palcoscenico: “E’ finita quell’epoca dove qualcuno cercava di smarcarsi dalla nostra tradizione nazionale e dalla nostra identità culturale, per diventare pseudo-europei. Altri sono irritati dalla nostra storia insegnata nelle scuole (c’è un grande dibattito su come la storia nazionale è raccontata nei libri scolastici, n.d.t.) e hanno cercato di riscriverla con delle distorsioni incredibili. Altri ancora si arrabbiano per la tradizione religiosa e Ortodossa. Santissimo, tutto questo è finito”. 

Gennaio 2014: Il creatore della pagina satirica “Gerontas Pastitsios” (anziano pasticcio, n.d.t.) Filippos Loìzos, è condannato a 10 mesi di carcerazione per “ripetuto vilipendio della religione”. L’esecuzione della pena fu sospesa grazie all’appello presentato contro la sentenza. Vale la pena sottolineare che la causa d’ufficio presentata dalla procura contro il “Gerontas Pastitsios” comparve solamente in seguito a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Alba Dorata Christos Pappas, il quale oggi si trova in carcerazione preventiva per formazione di banda criminale.

Se ancora non fosse chiaro, l’Iran europeo è il paese dove l’abate Efraim è diventato straricco portando per le strade di Atene la “cintura della Madonna” con decine di migliaia di persone pronte a farsi calpestare, convinti che venerandola si sarebbero realizzate le loro preghiere. E’ il paese dove decine di migliaia di persone accorrono al tempio di San Demetrio a Salonicco, quando vi è ospitata l’icona “miracolosa” della Madonna di Tino, e continuano ad accorrere anche quando l’icona non è più nel tempio, per venerare la base di legno dove era deposta. E’ un paese-membro dell’Unione Europea, nel quale se qualcuno è accusato di blasfemia, rischia di finire in carcere, mentre nella maggior parte degli altri paesi europei le leggi in materia sono state abolite o costituiscono solo un elemento decorativo del codice penale. E’ il paese dove la Giustizia mostra dei riflessi velocissimi quando si tratta di indagare e processare casi che riguardano il “vilipendio della religione”, mentre è sorda quando si tratta di razzismo o in generale di violazione dei diritti umani, e si disinteressa se emette sentenze per le quali è stata condannata decine di volte dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. E’ il paese che Dio ha sottoposto a delle prove dolorose, posizionandolo nel continente europeo e non da qualche altra parte del pianeta, dove l’Illuminismo non è ancora arrivato.

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L’articolo è stato pubblicato su UNFOLLOW #11, nel novembre 2012. Viene ripubblicato “arricchito” con i nuovi sviluppi dell’Iran europeo.

Traduzione di AteneCalling.org

Fonte: Unfollow.com