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Miltiadis Varvitsiotis, com’è noto, è il ministro della Marina Mercantile. Avrebbe dovuto essere l’ex ministro della Marina Mercantile, se avesse decenza, sensibilità, responsabilità politica o almeno un minimo senso di cosa vuol dire che giovani ragazzi e le loro madri anneghino nell’Egeo. E che questo avvenga nelle mani degli agenti che lui amministra e per i quali ha piena responsabilità politica e umana.

Miltiadis, però, alle dimissioni preferisce il ‘trofeo’ dei ragazzi annegati. Non si è degnato nemmeno di andare al porto [del Pireo, il giorno del loro arrivo, ndt] per dire una parola di conforto ai padri. Non ha nemmeno balbettato quella noiosa frase di circostanza di cui è solito il governo, che “la questione sarà investigata”, che “se ci sono responsabilità verranno riconosciute”, etc etc etc. Non si è nemmeno preso cura di inviare un impiegato del suo ministero ad accogliere i superstiti, né una macchina per portarli all’alloggio che altri hanno trovato per loro.

Niente di tutto ciò. Tutto il contrario, invece.

Impassibile nella sua acconciatura affascinante – così crede -, freddo nell’esecuzione – così crede – della sua missione nazionale, implacabile – così crede – nell’imposizione della nuova classe Samariana, ha chiarito ai microfoni di SKAI con tutta la sfacciataggine e l’ignoranza [radio, ndt]: “Tutti questi non possono essere oggetto di uno sfruttamento ridicolo, non credo che ci sia qualcuno che vuole aprire i cancelli e che tutti i migranti debbano godere dell’asilo politico nel Paese”.

“Tutti questi”, cioè i ragazzi annegati. “Di uno sfruttamento ridicolo”, da parte del Commissario Europeo per i Diritti Umani, di Amnesty International, di organizzazioni di tutto il mondo, di Syriza, Pasok, Dimar, dei media internazionali. Così agisce chi è responsabile per la vita di persone (di tutte le persone) nell’Egeo. Un uomo che non può capire – sarà per il quoziente intellettivo? Sarà per la sensibilità da bufalo? Lo ignoro! – nemmeno una cosa fondamentale: che tra le porte chiuse e le tombe aperte c’è qualcosa di fondamentale, basilare, incancellabile e globalmente garantito dalla legge: la protezione della vita umana.

Si perdono le parole di fronte ad un atteggiamento del genere. E allora, Varvitsiotis, appendi nel tuo ufficio le foto dei ragazzi annegati per mostrarle ai visitatori e per dir loro che quello che vedono è opera tua.

Di Thanassis Karterou

Avgi.gr

Fonte: koutipandoras

Traduzione di AteneCalling.org