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C’è qualcosa di peggio di essere studente e vivere in un vecchio studentato senza riscaldamento e acqua calda, senza connessione internet e spesso anche senza elettricità e cibo? “Sì, c’è” dicono gli ospiti che studiano in cinque diverse città della Grecia. È peggio non rientrare in graduatoria. Far parte, cioè, delle centinaia di studenti che provengono da famiglie con reddito basso, ma non trovano una camera nello studentato, non perché non siano idonei, ma perché non ci sono abbastanza posti. Allo stesso tempo, a Serres e Larissa due palazzi costruiti per soddisfare i bisogni abitativi degli studenti rimangono vuoti e inutilizzati, mentre negli studentati di Atene e Salonicco le camere si svuotano e invece di ricevere immediatamente qualcuno dalla lista di attesa, si tardano dei mesi a riempire i posti rimasti vacanti.

Secondo il personale amministrativo e gli studenti, uno dei motivi di questa situazione caotica è la burocrazia. Gli studentati appartengono finanziariamente all’ “Istituto della Gioventù e della Conoscenza per la vita”, mentre le decisioni amministrative vengono prese dall’ateneo. “Siamo la pallina che si rimpallano a vicenda” sostiene una studentessa di Salonicco.

“Se non mi accettano allo studentato, tornerò indietro” dice Christos, matricola all’Istituto Tecnologico di Atene. E mentre in questo periodo nella capitale greca si stanno valutando le domande inviate dagli studenti per l’anno accademico in corso, in molte città della Grecia in centinaia studiano senza avere una casa. Esempio significativo: i 50 studenti di Patrasso che non trovano posto nello studentato e “vengono ospitati di qua e di là”. Continueranno i propri studi o saranno costretti ad abbandonare l’università e tornare nella loro città?

Patrasso – Studenti senza tetto

L’umidità si sta mangiando il vecchio palazzo dello studentato di Patrasso, che diventa un lago alla prima pioggia. “Ma il problema più grande è non avere proprio una camera” dice Anastasia, studentessa all’università di Patrasso. “In questo momento pendono 50 domande. Ci sono oltre 50 studenti per strada, che vengono ospitati di qua e di là in attesa di capire se otterranno una camera. Questo problema c’è sempre stato, le camere non bastavano mai, alcuni rimanevano fuori nonostante soddisfacessero i requisiti. In passato, però, ci affittavano delle camere negli alberghi. Adesso, a causa della crisi economica, questi fondi sono stati tagliati”. Dimitris Anagnòstis, studente al primo anno nella facoltà di Matematica di Patrasso, spera in una camera nello studentato. “Fino ad ora sono stato a casa di un’amica di Farsala. Per molto tempo ho avuto una camera in affitto, gravando molto sui miei genitori. Nonostante il fatto che l’affitto, spese incluse, fosse di 180 euro, i miei non ce la facevano a pagarlo, perché il reddito familiare è molto basso, al di sotto dei 7.000 euro annui. In pochi giorni, lascerò la casa e non avrò dove vivere. Non voglio abbandonare l’Università. – dice deluso lo studente 18enne – Tutti qui dicono che le camere sono poche e gli studenti molti. Temo che non sarò accettato”, continua. Un suo collega di Sparta, che non aveva la fortuna di conoscere qualcuno a Patrasso, in attesa della risposta dello studentato, è andato ad iscriversi all’università ed è tornato nella sua città in giornata, senza aver seguito nemmeno un corso.

Atene – Studentato del Politecnico 

Ogni anno peggio. Esattamente a un anno (17.1.2013) dal servizio del giornale Eleutherotypia nello studentato del Politecnico di Atene l’immagine è la stessa, o forse anche peggiore. Il riscaldamento, l’acqua e l’elettricità sono considerati un lusso per i quasi 450 ospiti che vivono in una struttura di 31 anni, piena di problemi. Eppure, una camera in questo palazzo freddo e pieno di umidità, dove spesso se ne va la luce e le perdite d’acqua hanno come conseguenza allagamenti e interruzioni del servizio, è il sogno di decine di studenti con un reddito basso.

Il termine per le domande è appena scaduto e l’ansia sale. “Se non mi accettano, è possibile che ritorno a Giannina” dice il 18enne Christos, immatricolato presso l’Istituto Tecnico di Atene. Lui è preparato per le condizioni di vita che sarà chiamato ad affrontare qualora dovesse ottenere la chiave di una delle piccole camere, che spesso affondano nel buio.

Se in tre camere adiacenti è acceso il riscaldamento, l’elettricità cade. Wi-fi non ce n’è. Gli spazi comuni sono deserti, mentre di notte la luce insufficiente rende spesso difficile rientrare e intimidisce gli studenti. Li vedi andare e venire dai bagni comuni a fare la doccia fredda, o tiepida se vivono nei primi piani. Ma Christos è determinato: “che mi mettano al nono piano, farò la doccia con l’acqua fredda, non mi importa. Riscalderò l’acqua nel bollitore. Sempre meglio che tornare a casa”.

Larissa

Il palazzo è vuoto per negligenza. Gli studentati di Larissa sono stati costruiti di recente. “C’è l’elettricità e l’acqua calda. Il riscaldamento c’è un giorno sì e l’altro no” dice Nikos Georgiadis, studente di ingegneria dell’istituto tecnico di Larissa. L’anno scorso molti amici suoi, matricole di città vicine come Karditsa, Volo e Trikala, hanno abbandonato il sogno degli studi e sono tornati a casa, perché non erano riusciti ad ottenere una camera nello studentato. “Chi vuole abitare e non ci riesce, viene emarginato”, sottolinea Giorgos. Al contempo, affianco agli studentati già esistenti, c’è un nuovo palazzo di 300 camere, costruito da un appaltatore per aumentare le abitazioni degli studenti. Secondo Giorgos “è pronto, ma rimane vuoto. Lo vediamo tutti i giorni. Questo va oltre alla negligenza”.

Chania

Partono perché non trovano una camera. Nonostante l’immagine soddisfacente che presentano le strutture dello studentato del Politecnico di Creta, a Chania, e nonostante le condizioni siano migliori rispetto ad altri studentati del Paese (ci sono le lavatrici, il riscaldamento, i radiatori solari, l’internet) pochi studenti ottengono la chiave desiderata. “Gli altri, anche se hanno diritto ad una camera in base al reddito, rimangono esclusi. In questo momento si tratta all’incirca di 100 persone. Alcuni vengono sostenuti, dal reddito più basso a quello più alto, con 150 euro. Molti, però, se ne vanno” dice l’allenatore del Politecnico, Nikos Ziogas. Negli ultimi anni ha visto molti studenti imballare le proprie cose e ritornare a casa perché non potevano sostenere economicamente le spese per il vitto e l’alloggio. Secondo il signore Ziogas, “è stato proposto di utilizzare una vecchia infrastruttura, nel palazzo della psichiatria, che potrebbe coprire i bisogni abitativi di circa 300 persone”.

Salonicco

“Aspetta a riscaldarti”. Una frase classica nel secondo studentato di Salonicco. Se Eva attacca alla presa il fornello elettrico per cucinare la cena e nella camera affianco un’altra studentessa accende la stufa… l’elettricità cade. Escono fuori contemporaneamente: “cosa hai acceso?” chiede l’una l’altra, “aspetta che finisco di bollire una cosa e poi ti riscaldi” dice Eva Dermitzaki, laureanda in odontoiatria. “Le camere sono piccole, quando passi per i corridoi l’intonaco cade, spesso rimango senza luce. Lavatrici non ce ne sono, molte camere non hanno le mattonelle sul pavimento”. Eppure Eva, che viene da Creta, considera se stessa fortunata per essere riuscita ad ottenere una camera nello studentato, uno dei quattro di proprietà dell’Università Aristoteleio di Salonicco. Figlia di una famiglia con un reddito basso, teme che si ripeta lo scenario dell’anno scorso ed un intero studentato rimanga senza vitto. “L’anno scorso non c’è stato cibo per un mese! Con gli impiegati messi in mobilità, non c’è stato personale sufficiente per effettuare i rifornimenti”.

“Abbiamo paura che succeda la stessa cosa anche quest’anno”. Nonostante nel palazzo c’è il riscaldamento, l’acqua calda non arriva sempre. “Le camere sono poche e i ragazzi che stanno fuori molti. Quello che vediamo tutti è che ci sono camere non utilizzate. Spesso si vedono dei volantini fuori dalle porte, bussi e senti l’eco, sai che affianco a te non vive nessuno. Normalmente, quando si libera una camera, andrebbe subito riempita. L’anno scorso c’è stata una camera rimasta vuota per oltre sei mesi” sottolinea la giovane studentessa. Il fatto che è stata accettata allo studentato, lo attribuisce alla sua determinazione. “Mi sono resa conto che devi fare pressione sulla direzione per essere accettato. Devi rivendicare il tuo diritto, quando hai un reddito sotto il limite o altri requisiti sociali. Inizialmente non sono stata ammessa. Mi avevano detto che ero quinta nella lista di attesa. Dopo due giorni ho presentato un’istanza scritta e mi hanno dato cinque chiavi per scegliere una camera..”.

di Alexandra Tzavella

tratto dal giornale Eleutherotypia

Fonte: koutipandoras

Traduzione di AteneCalling.org