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Il mondo dell’educazione sta rivivendo pratiche del tempo della giunta. A Keratsini gli studenti del 2o Liceo Generale sono stati chiamati in caserma in seguito alla testimonianza della preside della scuola, che li accusa di aver partecipato all’occupazione dell’edificio scolastico lo scorso ottobre.

Come abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, secondo le testimonianze degli studenti, gli agenti di polizia hanno detto loro che non potranno partecipare agli esami d’ammissione all’università, perché sono imputati di reati e hanno la fedina penale “sporca”.

In suo annuncio, l’associazione degli insegnanti riferisce:

“Gli studenti che hanno testimoniato hanno dichiarato che è stato loro chiesto di rispondere a domande come:

a) riguardo all’occupazione: quali studenti la hanno organizzata? È stata decisa anche da insegnanti o da partiti politici? Chi ha portato il lucchetto? Erano presenti insegnanti durante l’occupazione?

b) riguardo ai dati personali degli studenti: con chi vivono? I loro genitori sono divorziati? Quali sono le professioni dei genitori e i numeri di telefono di altri studenti che possono testimoniare?

Oltre a ciò, è stato loro detto che saranno imputati e verranno informati della data del processo. Inoltre, gli studenti hanno testimoniato in assenza del loro tutore. In un caso, invece, al tutore è stato proposto di andarsene. È noto che i minori possono testimoniare solo in presenza del tutore”.

Vassilis Tzafàs – membro del Consiglio Amministrativo dell’OLME – riferisce alla radio “Sto Kokkino” e alla trasmissione di Kostas Vaxevanis: “Lo spirito di Dendias si sta espandendo dappertutto. Sono moltissimi i casi, lo spirito di Dendias si sta espandendo dappertutto per creare una rete intorno alle istituzioni”. “Invitiamo i presidi delle scuole a non fornire i dati alla polizia” ha aggiunto Tzafàs parlando dell’esistenza di documenti che sollecitano i poliziotti ad effettuare controlli nelle scuole.

Fonte: alfavita

Traduzione di AteneCalling.org