26inchiesta-ucraina-alba-dorata

Crisi ucraina e Italia. Con Forza Nuova Alba Dorata e Svoboda

«L’Europa risorge». La musica ha un tono solenne, le imma­gini molto meno. Una mani­fe­sta­zione di Alba Dorata, una, molto più pic­cola, di Forza Nuova, ban­diere dei neo­fa­lan­gi­sti spa­gnoli di Demo­cra­cia Nacio­nal alter­nate a qual­che croce cel­tica. Primi piani di Roberto Fiore, l’ex di Terza Posi­zione che guida i neo­fa­sci­sti ita­liani, e di Niko­laos Micha­lo­lia­kos, il füh­rer dei neo­na­zi­sti greci in pri­gione in seguito alle inchie­ste sull’assassinio del rap­per anti­fa­sci­sta Pavlos Fys­sas.

E’ que­sta l’Europa che, secondo gli intenti degli orga­niz­za­tori, dovrebbe risor­gere nel pome­rig­gio di sabato 1 marzo in quel di Roma, per la pre­ci­sione in un albergo del quar­tiere della Pineta Sac­chetti. Il video che lan­cia la pic­cola ker­messe dell’internazionale nera è stato postato in rete dagli spa­gnoli, ma da alcuni giorni i mani­fe­sti annun­ciano l’arrivo degli espo­nenti dei «par­titi fra­telli» di Forza Nuova: Nick Grif­fin per il Bri­tish Natio­nal Party, Manuel Can­duela per Demo­cra­cia Nacio­nal, Anto­nis Gre­gos per Alba Dorata.

L’iniziativa fa pen­sare ad un fronte comune del radi­ca­li­smo nero in vista delle ele­zioni euro­pee, anche se gli osta­coli ad un simile pro­getto sono molti.

In que­sti giorni, d’attualità in que­sto ambiente è anche il soste­gno espresso nei con­fronti dei neo­fa­sci­sti ucraini di Svo­boda, da tempo in con­tatto con Forza Nuova e che hanno incro­ciato il pro­prio per­corso anche con gli altri gruppi che par­te­ci­pano alla mani­fe­sta­zione romana all’inizio dello scorso decen­nio nell’ambito del cosid­detto Euro­pean Natio­nal Front, un pro­getto di net­work della destra radi­cale euro­pea poi abor­tito.

Denun­ciando «l’intervento di impor­tanti espo­nenti sio­ni­sti» e degli Stati Uniti nel far pre­ci­pi­tare la crisi di Kiev, lo stesso Roberto Fiore, rinun­ciando almeno in appa­renza alla tra­di­zio­nale linea filo-Putin della for­ma­zione neo­fa­sci­sta, ha dichia­rato la pro­pria vici­nanza all’«opposizione nazio­na­li­sta con­tro il governo Yanu­ko­vich» e «a Svo­boda in que­sto momento di gra­vis­sima dif­fi­coltà».

In realtà nes­suna delle for­ma­zioni coin­volte sem­bra in realtà godere di buona salute. La stessa Alba Dorata, for­ma­zione «faro» dell’ultradestra con­ti­nen­tale e che rap­pre­senta «l’ospite d’onore» della ker­messe, pur essendo accre­di­tata ancora di oltre il 9% delle inten­zioni di voto, potrebbe essere costretta ad adot­tare un’altra deno­mi­na­zione, forse quella di Alba Nazio­nale, per le pros­sime sca­denze elet­to­rali, men­tre su 18 par­la­men­tari che ha eletto nel par­la­mento di Atene nel 2012, 6 sono in galera e 3 inda­gati a piede libero.

A Roma, i neo­na­zi­sti greci man­de­ranno il depu­tato Anto­nis Gre­gos, un fana­tico delle armi. Anche Forza Nuova, che scom­mette da tempo sulla crisi eco­no­mica e l’euroscetticismo, non sem­brano pas­sar­sela troppo bene, dopo aver cer­cato di «caval­care», l’effimero movi­mento dei For­coni. Nelle poli­ti­che dello scorso anno ave­vano rac­colto meno di 90 mila voti, e per il voto euro­peo la strada appare tutta in salita.

Come rac­co­gliere infatti le 130 mila firme, 3000 in ogni regione, che ven­gono richie­ste a chi non vanta eletti nel par­la­mento nazio­nale o non ade­ri­sce ad alcun gruppo pre­sente a Bru­xel­les?

Non va meglio al Bri­tish Natio­nal Party che, invece, nel 2009, gra­zie al 9,8% dei con­sensi rac­colti nelle zone più povere del nord dell’Inghilterra con lo slo­gan «Bri­tish jobs for bri­tish wor­kers», in Europa aveva eletto due rap­pre­sen­tanti, tra cui il lea­der del par­tito Nick Grif­fin. Ora il Bnp è pros­simo alla ban­ca­rot­tae i son­daggi dicono che un suo ritorno nel par­la­mento Ue è in ogni caso escluso.

Nean­che la situa­zione di Demo­cra­cia Nacio­nal appare rosea; hanno appena «recu­pe­rato» Pedro Varela, nome tute­lare del neo­na­zi­smo ibe­rico degli ultimi decenni, e hanno affi­dato le loro spe­ranze a España en Mar­cha, il car­tello elet­to­rale dell’estrema destra lan­ciato il 20 novem­bre insieme ad Alianza Nacio­nal e alla Falange Española de las Jons, mai vera­mente decol­lato.

La minac­cia resta, ma forse in vista delle euro­pee, l’asse degli estre­mi­sti «sdo­ga­nati», l’alleanza Le Pen-Wilders-Lega, fa più paura di quella dei neo­fa­sci­sti irriducibili.

Di Guido Caldiron

Fonte: ilmanifesto