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Alba Dorata è un partito illegale. Questa è la conclusione principale che si deduce dal referto-bomba delle GIP Ioànna Klàpa e Maria Dimitropoulou trasmesso nel pomeriggio di venerdì al Parlamento e con il quale si chiede la revoca dell’immunità dell’intero gruppo parlamentare dell’organizzazione criminale. Le due GIP pongono ormai chiaramente una questione di legittimità e preparano il terreno affinché Alba Dorata venga dichiarata fuori legge.

“Condizione principale per l’esistenza e il funzionamento di un partito politico è quella di servire il funzionamento del regime democratico” riportano le GIP. Sottolineano che “non può essere protetto l’organizzazione che dietro il mantello del partito politico ha come obiettivo l’uso di violenza fisica o armata e le minacce contro la vita umana”.

Il ragionamento contenuto nel referto di 190 pagine scritto dalle GIP Klàpa Ioanna e Maria Dimitropoulou, e nello specifico i riferimenti che “mirano al mantenimento dei principi e alle posizioni suòl’uso della violenza”, è considerato il terreno adatto per dichiarare fuori legge il partito neonazista, che, come viene chiarito, già dalla sua fondazione aveva “un carattere di guida ideologica verso il nazionalsocialismo”.

Come riporta il giornale To Vima: “A pagina 11 del documento, attraverso un articolo di due noti giuristi, si dice che ‘l’organizzazione, dietro il mantello del partito politico, non può essere protetta quando il suo obiettivo è quello dell’uso della violenza fisica o armata”. In questo modo, tre mesi prima delle elezioni, le due GIP, attraversola richiesta della revoca dell’immunità per i 9 deputati di Alba Dorata, invitano il Parlamento a decidere se rispondere alla richiesta di persecuzione penale per tutti i deputati di Alba Dorta.

In particolare, si riferiscono al ruolo dei deputati nell’organizzazione: “I deputati di Alba Dorata non solo risultano essere gli autori ufficiali dei principi di questa organizzazione, ma anche i sostenitori delle posizioni e delle attività dei loro membri, che si organizzavano principalmente nella loro periferia elettorale ma anche in tutta la Grecia. Risultano essere, cioè, sia militanti che dirigenti dell’organizzazione, dando ordini, effettuando il controllo e il monitoraggio delle azioni con una procedura verticale, dirigendo, guidando e approvando a posteriori attività violente e criminali dei loro membri e dei loro esecutivi a livello locale e in tutto il paese. Attività che mirano all’imposizione attraverso la violenza dei principi e delle posizioni sopra descritte”.

Fonte: imerisia

Traduzione di AteneCalling.org