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La Grecia del ventunesimo secolo continua con la strategia di terrorizzare, torturare e umiliare migliaia di persone nei lager per migranti. Questo è un insulto per tutti. Si tratta letteralmente di magazzini di esseri umani il cui unico “reato” è di essere senza documenti.

Lo Stato greco, senza un pizzico di umanità, condanna migliaia di migranti – inclusi minori, malati e vittime di tortura – a pene di prigione di 18 mesi nelle condizioni più deplorevoli: senza accesso all’aria aperta, in una totale mancanza di igiene, con un’alimentazione inadeguata, senza cure mediche e senza poter comunicare con i loro amici e familiari.

Associazioni internazionali per i diritti umani hanno documentato le scandalose condizioni di detenzione di migranti e richiedenti asilo in Grecia e il paese è stato condannato dai tribunali europei per trattamenti inumani e degradanti contro i rifugiati e i migranti detenuti.

La maggior parte dei reclusi nei CIE non possono essere deportati e perciò la loro detenzione non è niente di più che una punizione.

L’obiettivo di tutta questa inumanità è dissuadere i nuovi migranti dall’entrare in Grecia.

Risulta che queste pratiche siano direttamente ordinate dal Comando della Polizia Nazionale, visto che, secondo l’audio shockante reso pubblico a dicembre, il Capo della Polizia greca dice chiaramente ai suoi agenti “dobbiamo render loro la vita impossibile”.

70 anni dopo l’Olocausto e i crimini del nazismo, dopo che l’ONU ha stabilito i diritti umani al fine di evitare una tragedia come quella, i CIE sono una realtà in molti paesi europei e sembrano giustificare il nome che è stato loro attribuito, lager.

DOBBIAMO FERMARLI ORA!

Fonte: x-pressed (versioni in inglese, greco e spagnolo)

Traduzione di AteneCalling.org