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Dalle prime ore del mattino di oggi (martedì 18/03) la Guardia Costiera greca sta conducendo un’operazione di soccorso a largo della costa dell’isola di Mitilini, cercando migranti irregolari dopo che l’imbarcazione su cui viaggiavano è affondata. 8 persone sono state salvate, mentre altri 7 corpi sono stati ritrovati e 2 risultano tuttora dispersi.

Secondo il Ministero della Marina, l’operazione nel mare a nord-est del punto di Koraka a Mitilini è iniziata dopo che 2 migranti irregolari sono stati recuperati in acqua da una nave-merci turca di passaggio.

A seguito del loro salvataggio hanno informato l’equipaggio che stavano viaggiando su una piccolo barca insieme ad altre 15 persone. È stato lanciato l’allarme ed è iniziata l’operazione di soccorso per le persone restanti a cui partecipano navi civili, la Guardia Costiera turca e quella greca.

In totale sono state salvate 8 persone mentre altri 7 corpi sono stati recuperati. Tra loro ci sono 2 donne e 3 bambini. La Guardia Costiera sta continuando l’operazione dal momento che si crede che in viaggio sulla barca ci fossero altre 2 persone che mancano ai conti.

Parlando a Mega TV channel, il Ministro della Marina Miltiadis Varvitsiotis ha detto che all’inizio l’incidente è stato notificato alle autorità greche dalla loro controparte turca, contattata dalla nave che ha localizzato i 2 immigrati. Ha definito l’incidente una tragedia e ha aggiunto che altri 2 naufragi simili hanno avuto luogo nell’Egeo la stessa notte ma senza perdite di vite umane.

La piccolo barca in vetroresina su cui viaggiavano i migranti è stata ritrovata semi-sommersa dalla Guardia Costiera che ha recuperato 5 corpi dal relitto. Altri 2 corpi sono stati ritrovati nella zona, mentre 6 sopravvissuti sono stati estratti dalle acque da una motovedetta turca, secondo skai.gr. Tutti i superstiti sono stati trasferiti al porto di Mytilini.

SYRIZA ha rilasciato un comunicato affermando che la tragedia sottolinea la necessità urgente di un cambio della politica dell’immigrazione dell’Unione Europea.

“La carneficina nel Mar Egeo dovrebbe scuotere ogni essere umano civile. Non possiamo più parlare di ‘incidenti’ perché gli incidenti mortali sono a rischio di diventare routine” – recita il comunicato del partito di opposizione – “Le tragedie nell’Egeo sono la conseguenza sanguinosa delle politiche greche ed europee che trattano i migranti come nemici di una presunta guerra”.

SYRIZA ha anche accusato il governo greco e l’Unione Europea di non fare niente per combattere le cause che stanno dietro l’ondata di migranti e rifugiati, prima tra tutte la guerra in Libia.

“Dobbiamo già piangere troppi morti. È tempo di cambiare la politica dell’immigrazione”, conclude il comunicato.

Fonte: thepressproject

Traduzione di AteneCalling.org