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L’impunità della violenza razzista e la persecuzione delle vittime dalla legge fa tornare l’Europa a tempi bui. Siamo allarmati e vogliamo dichiararlo. Mentre l’impunità della violenza razzista è un problema crescente in Grecia, il governo, invece di affrontarla, la istituzionalizza, punendo le vittime! La settimana scorsa, il governo ha presentato in Parlamento un emendamento al Codice dell’Immigrazione che prevede l’espulsione dei migranti che denunciano la violenza subita dalle forze dell’ordine nel caso cui la loro denuncia venga archiviata. È una cosa tremenda: questo emendamento impaurisce e punisce non i carnefici ma le vittime.

In Grecia, la tolleranza alle violenze contro gli immigrati, in modo particolare se i carnefici vengono dalle file delle forze dell’ordine, ha creato una tradizione tremenda secondo numerosi rapporti di organismi nazionali, europei ed internazionali. Noi riteniamo che la tolleranza statale della violenza razzista – e innanzitutto l’istituzionalizzazione di questa tolleranza con il motivo di “proteggere” le forze dell’ordine dagli immigrati e dai profughi (!) – non possa far parte del diritto di uno stato nazionale, né possa costituire uno strumento di sovranità nazionale. Gli inaccettabili programmi di austerità che hanno messo la Grecia in una condizione di crisi umanitaria e le responsabilità sproporzionate che ha assunto questo stato rispetto ai flussi migratori verso l’Europa non possono essere la scusa per cui uno stato europeo decide di tornare a tempi bui per il continente europeo. Se questo succederà, noi sappiamo che l’unico beneficiario sarà l’estrema destra razzista. Noi riteniamo che i partiti e la società civile in Europa devono prendere posizione in modo urgente, perché venga bloccata l’istituzionalizzazione della violenza razzista da parte dello stato greco e per evitare ulteriori restrizioni ai diritti degli immigrati.

L’emendamento inaccettabile è stato temporaneamente ritirato ma, secondo il Ministro degli Interni, verrà reintrodotto in parlamento la settimana prossima. È stato ritirato anche l’intero articolo 19 del Codice dell’Immigrazione, quello che riguarda il permesso di soggiorno per motivi umanitari, comprese le vittime di violenza razzista. Invitiamo i cittadini, le istituzioni, i movimenti, i partiti in tutta Europa a reagire immediatamente, a far pressione al governo greco per reintrodurre l’articolo 19 del Codice dell’Immigrazione senza l’emendamento razzista, sotto qualsiasi forma. È una questione elementare di democrazia, di umanità e di giustizia.

Firma l’appello:

https://secure.avaaz.org/en/petition/Greek_Minister_of_Interior_Mr_Y_Michelakis_Restore_article_19_without_the_racist_amendment_in_any_form/?fbss

Primi firmatari:

Εtienne Balibar, Judith Butler, Crhistine Delphy, Nicole Gabriel, Asli Goksel, Catherine Hall Rose-Marie Lagrave, Michael Löwy, Antonio Negri, Leo Panitch, Evelyne Pisier Duhamel, Luzia Margareth Rago, Enzo Traverso, Eleni Varikas, Hilary Wainwright, Kostas Douzinas