ImageProxy (6)

Il Tribunale ha condannato a 23 mesi di reclusione con effetto sospensivo di 3 anni, i metalmeccanici Giorgos Sifoniòs, Nasos Pavlàkis e Nikos Charokòpos, rispettivamente presidente, segretario e vice-presidente del Sindacato dei Lavoratori “Ellinikì Chalyvourghìa” durante il periodo eroico dei 9 mesi di lotta e sciopero, con l’accusa di aver violato la sentenza emessa da tribunale commettendo violenza illegale.

Inoltre, il Tribunale ha inflitto agli altri metalmeccanici imputati 21 mesi di reclusione con effetto sospensivo per 3 anni, con le stesse accuse, mentre è stata assolta la moglie di un metalmeccanico. I metalmeccanici hanno fatto ricorso per poter essere rimessi in libertà.

“La sentenza del Tribunale, che condanna a pene di reclusione da 21 fino a 23 mesi 24 metalmeccanici per lo sciopero durato 9 mesi, è ispirata al dogma ‘legge ed ordine’ del governo che – com’è noto- è stato inaugurato proprio con la repressione dello sciopero dei metalmeccanici” riporta l’annuncio dell’Ufficio Stampa della Commissione Centrale del Partito Comunista greco.

“Questa sentenza inaccettabile non riduce nemmeno di un poco questa lotta eroica, che ha impartito lezioni di dignità e di vita, confermando che la lotta di classe è quello che terrorizza veramente il marcito sistema di sfruttamento” continua l’annuncio del partito, concludendo che “nessuna sentenza di tribunale, nessuna legge anti-lavorativa, nessun autoritarismo governativo possono ostacolare la classe operaia, il popolo, quando essi decidono di camminare sulla loro strada e di imporre la propria ragione”.

Con info tratte dal 902.gr