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Il 9 Giugno, i rifugiati reclusi nel Centro di detenzione di Corinto sono entrati in sciopero della fame per protestare contro la detenzione a tempo indefinito. Nel febbraio 2014, infatti, le autorità greche hanno annunciato una politica di detenzione indefinita fino al rimpatrio, basata su un parere del Consiglio Legale dello Stato Greco. Solo recentemente la Corte di Atene ha esaminato il caso di un rifugiato afghano ed ha concluso che una detenzione superiore a 18 mesi è contraria alla legislazione nazionale ed europea, richiendone la revoca.

La lettera dei detenuti

Da un anno e mezzo (agosto 2012) molti rifugiati privi di documenti sono stati arrestati dalle autorità greche. I massicci controlli e gli arresti sono stati compiuti in modo razzista e crudele. La gente è stata portata nei centri di detenzione in tutta la Grecia. Non serve entrare nei dettagli di quanto è pessima la situazione in cui ci siamo trovati, con l’unica colpa di non avere un pezzo di carta.

Quando sono stati aperti i centri di detenzione, il governo greco ha emanato una legge secondo cui il periodo massimo di detenzione per un rifugiato era di 6 mesi. Poi hanno aumentato il periodo a 1 anno, poi a 1 anno e mezzo e questo è il periodo massimo ammesso dalle leggi greche oggi.

Ma poi all’improvviso, qualche settimana fa, hanno addirittura prolungato la durata della detenzione a periodi senza termine! Questa modifica è stata una decisione razzista. È un’ingiustizia.

Lo scopo di tutto ciò è solo quello di impedire a noi rifugiati di venire in Grecia, noi che abbiamo lasciato i nostri paesi a causa della nostra sofferenza. Ora siamo costretti a soffrire in Grecia. Con la detenzione sistematica e senza termine il governo greco ci sta massacrando. Stanno distruggendo le nostre vite e uccidendo i nostri sogni e speranze dentro le prigioni. Nessuno di noi ha commesso alcun crimine.

La maggior parte di noi soffre gravi problemi di salute: sia fisici che psicologici. Specialmente quelli che sono reclusi già da più di 18 mesi si trovano in uno stato devastante e hanno bisogno disperatamente di aiuto.

Oggi, 9 giugno 2014, noi detenuti nel centro di Corintho, abbiamo cominciato uno sciopero della fame. Sentiamo una pressione immensa a causa dei nostri destini sconosciuti. Protestiamo contro l’estensione illegale oltre i 18 mesi della detenzione.

Fonte: infomobile

Traduzione di AteneCalling.org