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Oggi 28 novembre 2014, ho visitato il detenuto Nikos Romanòs, scioperante della fame ricoverato nel reparto detentivo dell’ospedale Gennimatàs. Il ragazzo ha dichiarato che rimarrà fermo sulla sua posizione iniziale e continuerà lo sciopero della fame fino alla fine (rifiutando l’alimentazione forzata, bevendo solo acqua, senza la somministrazione endovenosa di liquidi e senza una terapia endovenosa). Continuerà a “rivendicare il suo diritto ai permessi studio dal carcere, ponendo come unica barricata il proprio corpo, per ottenere i respiri di libertà dalla condizione sterminante della reclusione”.

La direttrice della clinica patologica presso la quale è ricoverato, mi ha informato che la sua salute, dopo 19 giorni di sciopero della fame è in pericolo.

Senza fornire dettagli sui risultati del laboratorio – che in quanto valori non vale la pena riferire – voglio sottolineare che i valori del metabolismo dell’organismo umano cambiano ogni giorno oltre i livelli normali, in seguito ad uno sciopero a oltranza. Il che vuol dire che Nikos Romanòs rischia di avere dei danni irreversibili per quanto riguarda il funzionamento del cuore, dei reni e del cervello.

Vorrei inoltre sottolineare che con un ordine inaudito della Procura, datato 10.11.14, la giustizia greca rinuncia alle proprie responsabilità connesse al diniego dei permessi educativi, rimettendole ai medici curanti e indicando, in modo indiretto ma palese, la pratica dell’alimentazione forzata o della cura farmaceutica contro la sua volontà.

Una tale pratica viene stabilita in quest’ultimo periodo nei confronti di tutti i detenuti politici, scioperanti della fame. Ciò accade nell’ambito della politica repressiva dello stato che nel gennaio del 2014 ha annunciato la proposta di legge per la creazione del carcere di tipo C e nel luglio 2014 la ha promulgata.

Infine, è noto che l’alimentazione forzata è riconosciuta da tutte le organizzazioni internazionali come tortura.

Il medico, Lina Vergopoùlou

Fonte: left

Traduzione di AteneCalling.org

In foto, striscione appeso davanti all’università di Atene, che recita: “Asfissia per un respiro di libertà – solidali con gli anarchici scioperanti della fame Nikos Romanos, Yannis Michailìdis”

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