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Vasso Kouklìdou , dopo la maturità nella scuola serale, ha superato gli esami e si è laureata in Psicologia all’Università Aristotele di Salonicco. Ma non abbandona la lotta delle donne delle pulizie “Arrendermi equivarrebbe ad una sconfitta che non posso accettare nella mia vita”.

Qualche giorno fa un “guanto rosso” [le donne delle pulizie alle manifestazioni portano un guanto rosso, n.d.t] si è alzato all’interno dell’Università Aristotele di Salonicco. Per Vasso Kouklìdou questa mossa non è stata una protesta, ma il riconoscimento di una lotta personale […]. Una donna delle pulizie che si è trovata in strada insieme ad altre 594 donne. La mobilità e il licenziamento non sono stati un ostacolo per la continuazione della sua lotta personale e il 13 novembre, Vasso è riuscita a laurearsi in Psicologia. Alla cerimonia di laurea indossava il guanto rosso della lotta, visto che “la rivendicazione del lavoro, della dignità e della giustificazione non finiscono con una laurea”.

La sua storia comincia a Giannitsà [città del Nord del Paese, n.d.t] dove lavorava come donna delle pulizie presso il Fisco. “Nella vita le cose sono andate così, e ho dovuto abbandonare il liceo” dice Vasso e aggiunge “quando i miei figli sono cresciuti, ho deciso di finire la scuola”. A Giannitsà non c’è un liceo notturno così è stata costretta a seguire i corsi a Salonicco. “Tutti questi anni, dopo il lavoro, prendevo la corriera [55km n.d.t] e andavo a Salonicco” dice la laureata in Psicologia.

Il suo rendimento scolastico e l’incoraggiamento da parte della sua famiglia l’hanno portata alla decisione di partecipare agli esami nazionali di ammissione alle università greche nel 2010: un successo ha seguito l’altro. “Quando sono stata ammessa in facoltà, mi sono trasferita a Salonicco” dice Vasso, che in quell’anno intraprende una nuova lotta con nuovi obiettivi e nuove prospettive. “Mi sono trasferita a Salonicco e ho adattato gli orari di lavoro ai corsi che seguivo” ricorda Vasso […]. La sua vita, però, è stata capovolta quando il governo ha deciso di buttare nella spazzatura 595 vite.

“Ero al terzo anno quando con una firma mi sono trovata in strada. Dovevo tenere duro come persona e parallelamente riuscire a bilanciare i bisogni della famiglia, i corsi e la lotta che abbiamo deciso di fare” continua Vasso, che non si è mai arresa. Pur essendo presente nelle mobilitazioni delle donne delle pulizie, ha continuato a seguire i corsi fino alla laurea. “Sì, ci sto pensando che il prossimo passo dovrà essere un master” dice sapendo però che “tutto questo costa e non è che un sogno proibito”. Alla domanda se la prospettiva che le viene data da una laurea la allontanerà dalla lotta delle donne delle pulizie, Vasso risponde con fermezza: “Queste donne sono la mia seconda famiglia” dice. E conclude: “continuerò a lottare al loro fianco, perché arrendermi equivarrebbe ad una sconfitta che non posso accettare nella mia vita”.

di Petros Katsàkos

Fonte: avgi

Traduzione di AteneCalling.org