striscione

Esattamente 6 anni fa, il 6 Dicembre 2008, Alexis Grigoropoulos, a soli 15 anni, veniva brutalmente ammazzato da un poliziotto per un banale alterco verbale nelle strade del quartiere Exarchia a Atene, quartiere-simbolo della lotta e della resistenza per tutti i greci. Alexis morì tra le braccia del suo amico Nikos Romanos, all’epoca anche lui quindicenne. Oggi Nikos ha 21 anni e sta scontando in carcere la pena per una rapina in banca. Da quasi un mese è entrato in sciopero della fame per protestare contro il rifiuto delle autorità penitenziarie di accordargli i permessi speciali per poter studiare, dopo aver già superato l’esame di ammissione all’università. Da qualche giorno è ricoverato perché ha già perso molti chili e la sua condizione di salute è critica, nonostante ciò ha affermato di non voler demordere nella sua lotta e di continuare lo sciopero. In solidarietà con Nikos anche gli altri ragazzi arrestati con lui per la rapina hanno aderito al suo sciopero della fame nei giorni scorsi.

L’assassinio di Alexis nel 2008 fece scoppiare una grande rivolta popolare in tutta la Grecia che fece tremare non poco le gambe ai governanti. In questi giorni imponenti manifestazioni ed azioni di solidarietà a Nikos stanno tenendo vivi i ricordi di quella rivolta.

Rivolgiamo quindi un appello, un invito a tutte le realtà di lotta, a cominciare dai collettivi universitari e dalle scuole occupate o in mobilitazione, a compiere un gesto di solidarietà esponendo uno striscione, un Dazebao o facendo una scritta nei propri quartieri e di mettere in rete il tutto come primo passo, magari, per organizzarci in azioni più incisive e per dare uno slancio internazionale al coraggio di Nikos.

Collettivo Alexis Occupato