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In due parole, la signora Merkel esige che il popolo greco rinunci anche alle briciole. La signora Merkel impone (!) ai greci di rinunciare anche a quella trentina di euro per pagare il riscaldamento. Impedisce agli anziani con 700 euro al mese di aggiungere alla loro pensione i 2 euro al giorno della tredicesima. La signora Merkel – la rappresentante della Germania imperialista egemone nell’UE, della Germania dei monopoli, della Germania della “Siemens”, della “Hochtief”, della “Thiessen”, della “Deutsche Bank” e dei sottomarini obsoleti che cadono a pezzi – è un “socio“? É un’ “amica”? É un “alleato”?

Mario Draghi, ex vicepresidente della Goldman Sachs e attuale direttore della BCE, dopo aver trasformato i buchi neri delle banche in debito – che lo stesso Draghi insieme ai “patrioti” di casa nostra ha caricato sulle spalle del popolo greco – adesso ricatta i greci con l’asfissia economica. Draghi, il banchiere dell’UE, è un “socio”? É un “amico“? É un “alleato“?

Hollande, il… socialista, ha salutato ieri la decisione della BCE di piazzare una bomba per minare l’economia greca, dicendo che quella di Draghi è stata una mossa “legale e logica”. Hollande è un “socio“? É un “amico“? É un “alleato“?

Junker, che per 18 anni consecutivi come primo ministro del Lussemburgo ha permesso alle multinazionali di evadere nel suo Paese, ha dichiarato che l’unica cosa che la Commissione riconosce sono i Memorandum. Che l’unica cosa che gli piacerebbe permettere al popolo greco è farlo camminare sui gomiti. Junker ci ha detto in modo… molto democratico, da parte della Commissione, che non sconvolgeranno tutto solo perché ci sono state le elezioni in Grecia. Junker (e la sua Commissione) è un “socio“? É un “amico“? É un “alleato“?

Dobrovsky, il vice di Junker, ieri ha detto che non ci pensa minimamente a cancellare anche una sola privatizzazione, che l’innalzamento del salario minimo a 751 euro è fuori discussione, che verranno licenziate ancora alcune decine di migliaia di impiegati pubblici. Lui, Junker, la loro Commissione, Dijebloom, l’Eurogroup, sono dei “soci“? Sono degli “amici“? Sono degli “alleati“?

Schulz, il presidente del turibolo “democratico” dell’UE con base a Strasburgo, ha minacciato la bancarotta della Grecia e l’annichilimento del popolo greco. Schulz è un “socio“? É un “amico“? É un “alleato”?

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Gli sviluppi di questi ultimi giorni non fanno che confermare l’ovvio.

La questione non è l’abilità nel trattare o le buone intenzioni dei negoziatori di Syriza. La questione non sono i capricci o le stravaganze nell’ambito della “teoria dei giochi“. La questione è il “gioco” in sé. La questione è l’ambito delle trattative. La questione è, di per sé, l’Unione Europea.

La questione è che l’UE, la Commissione, l’Eurogrouppo, la sua Banca,  Schäuble, non sono la nostra casa comune europea, come ha dichiarato Tsipras durante il suo incontro con Hollande. L’Unione Europea era, è e sarà sempre l’Amministrazione dove alloggia la brutale “Kommandantur” della plutocrazia internazionale, europea e nazionale. È una piaga che si è abbattuta sul del popolo greco e su tutti i popoli dell’Europa.

La questione è che l’UE è una giungla che, con o senza Troika, con o senza memorandum, promuove politiche che corrispondono a un olocausto sociale. L’UE è composta da cannibali in cravatta e sorridenti pachidermi politici. È l’organo esecutivo delle multinazionali che accende il fuoco dei forni crematori dell’Auschwitz dei lavoratori e che costruisce il mercato degli schiavi della società.

La questione è che nessun negoziato condotto dentro Auschwitz può cambiare le regole di Auschwitz – il patto dell’euro, le regole di sorveglianza e di controllo, il patto di stabilità e l’austerità, gli accordi di Maastricht.

La questione è che l’UE è l’unione dei capitalisti, è l’unione degli imperialisti contro i popoli d’Europa, in cui non regnano l’uguaglianza e la giustizia sociale, ma le disparità e il diritto del più forte.

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L’UE, l’Eurozona e tutta la struttura del regime dell’UE costituiscono un mattatoio per i lavoratori, promuovono la distruzione dei diritti dei popoli e delle libertà che ostacolano la competitività dei monopoli.

Si tratta di una competitività che “cinesizza” i salari e porta al suicidio le persone in Grecia.

Questo altare per il sacrificio dei diritti, l’UE, è un’illusione che sembra una strada obbligata e un potenziale porto sicuro dei popoli!

È un’illusione imperdonabile credere che questo inferno sia luogo di trattative, purché si trovi un buon negoziatore.

Nel caso in cui si creda che in questo inferno ci sia spazio per le trattative, allora saranno trattative che – fatalmente – dovranno partire dalla risposta di Varoufakis alla domanda su quale parte del memorandum la Grecia non è disposta ad accettare: «il 60 – 70 % del programma contiene misure che prenderemmo anche noi»!

Ma se, prima che inizino le trattative, si accetta il 60 – 70% di un programma che presenta un…1.000% di disumanità, cosa succede? Ipotizzare che questa partenza faccia già presagire come andrà a finire la trattativa significa piangersi addosso?

No. Significa compiere un’analisi realistica dei fatti. Analisi che non ha nulla a che fare con l’allegria di alcuni poveracci della scena politica greca, che fanno opposizione nello stesso modo in cui governavano: con le mail della Troika come bussola.

È realismo basato su un’analisi della realtà, realismo che non ha a nulla a che fare con le sciocche profezie sugli ipotetici futuri voltafaccia del negoziatore.

Al Colosseo, i margini della trattativa non li stabiliscono le buone intenzioni del negoziatore, ma le tigri del Colosseo.

Ed è un’illusione credere che al Colosseo ci sia spazio per le trattative. Al Colosseo non devi mai chiederti cosa puoi guadagnare. Al Colosseo, al massimo, puoi sperare di combattere per salvare alcuni pezzi del tuo corpo.

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Gli sviluppi degli ultimi giorni parlano chiaro: non esiste una strada diversa dall’uscita dall’UE  per una Grecia sovrana e per dare progresso e dignità al popolo greco, sovvertendo tutto il sistema di egemonia dei monopoli.

Naturalmente non sogniamo a occhi aperti. Sappiamo che la maggioranza del popolo greco non la vede così, e lo rispettiamo. Ma questo non significa che non sia corretto quel punto di vista secondo cui il nostro popolo, in un’”alleanza”, in un rapporto di dipendenza reciproca con un branco di lupi assetati del suo sangue, conterà solo i danni. Così come la tolleranza del popolo non giustifica la permanenza al potere di ND e PASOK per quarant’anni.

Il popolo greco deve convincersi che la Grecia non è un piccolo paese che non può contrastare i forti. Deve convincersi che questa difficile strada è enormemente più facile di quella della continua sottomissione a piccoli o grandi ricatti. Deve seguire la sua bandiera. Non deve scendere a compromessi con il cappio che i vari Schauble stringeranno o allenteranno a piacimento.

Il nostro popolo deve decidersi a entrare coraggiosamente sulla scena, deve diventare il negoziatore che si autorappresenta per una vera Europa dei popoli: ciascun popolo da solo e tutti i popoli insieme non dovranno aspettare che il “sovvertimento dei rapporti di forza” arrivi dall’alto, se avranno sconfitto la barbarie dal basso. Deve alzare la testa contro l’unione degli Schauble, visto che con loro non riesce a ottenere nulla di ciò che gli spetterebbe di diritto.

E il valore di questa strada necessaria, in un momento in cui il popolo non ha ancora preso una tale decisione, è questo: è responsabilità di coloro che ne hanno l’onere insistere e andare avanti in questo tentativo senza allontanarsi dall’attuale sentimento popolare, con convinzione, decisione e mantenendo unito il popolo.

 

Di Bogiopoulos Nikos (email: mpog@enikos.gr )

Fonte: enikos

 

Fonte immagine: ilsole24ore